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Eos regge il fiore del sole Dipinto di Rosita Matera |
Verde,
vena muta sul volto di marmo,
vela dischiusa su un mare smeraldo.
Verde d’argilla che plasma le forme
nel magma caotico
primordiale e selvaggio.
Verde
di un amore acerbo,
ma più intenso e vero
perché privo di stanchezze.
Verde di silenzi di montagna,
in cui ogni volta mi perdo e mi ritrovo
in un arcobaleno di pace e di speranza.
Verde di mele, di querce, di ghiande,
di corse a perdifiato lungo strade di campagne,
di filari di vigneti tra contadine stanche.
Verde di presepi, di stalle e di muschio,
dei canti di Natale, di baci sotto il vischio.
Verde d’ entusismi ritrovati
che fioriscono nel cuore
quando più non te lo aspetti.
Verde di cedro, di uliveti vecchi e curvi
ma vigorosi nel petto e nella chioma.
Verde veronese, verde bottiglia, verde sottobosco,
verde di abeti esagitati e folli.
Verde
che spegne il carattere rabbioso
perché contiene l'essenza della calma.
Verde
come burattini verniciati d’ allegrezza
di carri, di feste, di beata leggerezza.
Verde di canditi, di odori dolci, di carezze,
di una manciata di voci per scordare le amarezze,
di ricordi incollati sulla pagina delle certezze
...nel vento nulla muore, nulla si perde
perché tutto è scritto su un muro di giada verde.
Rosita Matera, 20 settembre 2018
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